giovedì 18 dicembre 2008

Chiedo scusa a Grillo per aver copiato un'altro servizzio suo,ma devo INFORMARE!!

In Abruzzo metà degli elettori non ha votato. Chiodi ha vinto, Costantini ha perso, ma era uno contro tutti, uno contro Veltrusconi. Per il PDmenoelle era meglio una sconfitta disastrosa che la vittoria di un uomo pulito. E l’ha ottenuta. Il Pdmenoelle voleva come candidato, al posto di Costantini, il sindaco di Pescara Luciano D’Alfonso, arrestato subito dopo le elezioni. Se si fosse presentato e avesse vinto sarebbe stato sindaco per un paio d’ore.
Il partito che non c’è avanza. Alle ultime elezioni politiche (incostituzionali perché non permettevano la scelta del candidato) non ha votato un italiano su quattro, adesso un abruzzese su due. Le retate dei politici proseguono in tutta Italia. Dopo l’Abruzzo, la Basilicata con il fermo del deputato PDmenoelle Margiotta e l’arresto dell’amministratore delegato della Total. Dopo la Basilicata, Napoli con l’arresto di due assessori PDmenoelle e la richiesta di arresto per i parlamentari Italo Bocchino del PDL e Lusetti del PDmenoelle.
I vertici del PDmenoelle non si dimettono, piuttosto preferiscono andare in galera. La Iervolino riflette, D’Alema non si fa processare, Franceschini vuole (tenetevi forte) la questione morale al primo posto e Topo Gigio Veltroni aspetta istruzioni da Arcore e dichiara che “ha innovato troppo poco”. Bassolino sarà premiato dal PDmenoelle con la candidatura alle prossime elezioni europee. Anche Del Turco, appena uscito di galera, ha ottenuto rassicurazioni, ma dal PDL, per sbarcare a Bruxelles e fare una vera politica riformista. Il Parlamento italiano non basta più per contenere tutti gli inquisiti e i condannati. Per fortuna c’è l’Europa.
L’Italia sta sprofondando in un letamaio e in Parlamento si discute della riforma della Giustizia. C’è bisogno della riforma della Politica, non della Giustizia. Due milioni di disoccupati sono in movimento dal centro nord nella capitale. Non sentite gli zoccoli dei bisonti? Arriveranno prima loro o i magistrati? O ci sarà la famosa terza via, quella della fuga a Hammamet?
Vizzini, mi sente? Nella commissione del Senato(*) di cui lei è presidente è ferma la proposta di legge Parlamento Pulito. Un primo passo per la riforma della Politica. 350.000 persone hanno firmato. Se la legge non verrà discussa le inviterò a Roma per chiederle conto del suo silenzio. No ai pregiudicati in Parlamento, due legislature e poi a casa, voto di preferenza per il candidato. Non sono richieste straordinarie, ma l’ABC della democrazia.
PDL e PDmenoelle sono due gemelli siamesi, se li separi muoiono entrambi. Hanno lo stesso cuore, lo stesso cervello, gli stessi pregiudicati.
Loro non molleranno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

(*) La Commissione è presieduta da Vizzini (PDL) e composta da Benedetti Valentini (PDL), Incostante (PD), Adamo (PD), Bodega (LNP), Bastico (PD), Battaglia (PDL), Belisario (IDV), Bianco (PD), Boscetto (PDL), Ceccanti (PD), Cossiga (UDC-SVP-Aut), De Sena (PD), Fazzone (PDL), Lauro (PDL), Malan (PDL), Marino (PD), Mauro (LNP), Nespoli (PDL), Pardi (IDV), Pastore (PDL), Pistorio (Misto), Procacci (PD), Saltamartini (PDL), Sanna (PD), Saro (PDL), Sarro (PDL), Vitali (PD).

sabato 13 dicembre 2008

Econimist batte Berlusconi in tribunale!Ma gli Italiani non lo sanno.Perchè?

Economist batte Silvio Berlusconi in tribunale. E pubblica la sentenza

Il settimanale economico britannico era stato citato per un articolo, “An italian story”, del numero del 26 aprile 2001, la cui copertina titolava “Perché Silvio Berlusconi non è in grado di guidare l'Italia”.

NAZIONALE | 05 settembre 2008 | L'Economist batte Silvio Berlusconi in tribunale, a Milano, che ha condannato il premier a pagare le spese. E' l'esito della causa che Berlusconi intentò quando il periodico economico britannico titolò in copertina“Why Silvio Berlusconi is unfit to lead italy” (Perché Silvio Berlusconi non è in grado di guidare l'Italia), nel numero del 26 aprile 2001. All'interno, l'articolo portato in tribunale: “An Italian story”, che nel giugno seguente Berlusconi citò in giudizio.

Oggi l'Economist dà conto della sua vittoria: “siamo felici di annunciare“che la Corte di Milano ha pubblicato la sentenza che rigetta tutte le rivendicazioni di Mr. Berlusconi e lo ha condannato a pagare le spese. L'intera sentenza, in italiano, è scaricabile qui. L'Economist non farà altro commento. Mr Berlusconi è una volta ancora il primo ministro dell'Italia”. Quasi una vittoria di Pirro, insomma.

Newsrimini.it

giovedì 11 dicembre 2008

Il fallo professionale di Berlusconi Pubblicato Lunedì 8 Dicembre 2008 in Inghilterra

[The Guardian]

Il suo piano per raddoppiare l’IVA alle pay-TV sarà un duro colpo per Sky Italia, di Murdoch. Ma penalizzare i suoi 4,7 milioni di abbonati potrebbe danneggiare il premier italiano.

Quando presentò la propria piattaforma satellitare, Sky Italia, Rupert Murdoch si rifiutò spensieratamente di credere che l’immenso potere di Silvio Berlusconi, nella doppia veste di capo del governo e di magnate dei media, potesse rappresentare una minaccia per la sua azienda. In un’intervista egli affermò che Berlusconi era “un uomo moderno di larghe vedute”. In ogni caso, aggiunse, “il business è business”.

Sarebbe interessante sapere se il padrone di News Corp è dello stesso avviso questa settimana dopo la sua prima grande sconfitta in Italia e dopo aver ricevuto un avviso scottante del fatto che - soprattutto nell’Italia di Berlusconi - il business non è mai solo business, ma, piuttosto, un’attività strettamente legata alla politica.

La tensione fra i due, in costante crescita da anni, finalmente è venuta allo scoperto la scorsa settimana in una disputa che ha dominato le prime pagine e i comunicati stampa in Italia.

In un pacchetto di misure approvato dal Consiglio dei Ministri 8 giorni fa, l’aliquota Iva applicati agli abbonamenti alle pay TV raddoppierà dal primo gennaio. E’ un provvedimento che, come ammesso dal CEO di Sky Italia, Tom Mockridge, potrebbe rallentare la crescita impressionante raggiunta dalla sua azienda durante gli ultimi 5 anni.

Malgrado la campagna mediatica lanciata da Sky, il governo Berlusconi ha usato le linee guida anti-concorrenziali dell’Unione Europea per giustificare ciò che i politici dell’opposizione hanno definito come uno stratagemma di Berlusconi-politico per difendere gli interessi di Berlusconi-imprenditore.

Assicurandosi i diritti televisivi della serie A, il tasso di crescita di Sky Italia ha messo in allarme i propri principali concorrenti della Tv terrestre -Mediaset, controllata da Berlusconi, e la tv pubblica RAI. E’ riuscita a raddoppiare abbondantemente il numero d’abbonati ricevuto nel 2003 raggiungendo i 4,7 milioni, e in una giornata tipo raggiunge il 9% dello share televisivo.

Finora, gli abbonati Sky pagavano la metà dell’aliquota IVA normale del 20%, un taglio che aveva lo scopo di promuovere un’alternativa al “duopolio” esistente. Sky ha chiuso il bilancio in positivo per la prima volta l’anno scorso. La maggior parte dei clienti del suo principale rivale, Premium, appartenente a Mediaset, pagano l’aliquota piena. Mercoledì scorso, una portavoce della Commissione Europea ha confermato che Bruxelles ha comunicato alle autorità italiane che potrebbe aprire un’inchiesta qualora non prendessero misure per sanare questa discrepanza.

La portavoce, tuttavia, ha aggiunto: “Il governo doveva decidere se l’aliquota doveva essere del 10% oppure del 20% per tutti, poiché sono gli stati membri a decidere l’aliquota, non siamo noi.”

Premium possiede soltanto il 6% del mercato delle pay-TV, la sussidiaria di Murdoch ne possiede invece il 92%. Secondo le stime di un analista, la decisione del governo costerà all’azienda del premier soltanto € 12 milioni all’anno, mentre Sky pagherà € 230 milioni. L’aumento dell’IVA fa parte di una serie di misure mirate ad aumentare i consumi, tuttavia, i suoi effetti saranno di segno opposto: rappresentano una riduzione, per quanto modesta, del potere d’acquisto di 4,7 milioni di famiglie abbonate a Sky.

“Con il paese nel mezzo di una crisi economica, Berlusconi pensa di salvaguardare l’azienda di famiglia, penalizzando il proprio concorrente principale” infuriava Antonio Di Pietro, leader del movimento Italia dei Valori. “E’ una disgrazia - una misura da Repubblica delle banane”.

Probabilmente, però, l’attacco più sferzante è venuto da un’altra parte. Domenica scorsa, mentre milioni di tifosi italiani si mettevano di fronte allo schermo per guardare le partite della serie A, la principale conduttrice televisiva di Sky ha rivolto un messaggio a loro. Ilaria D’Amico aveva un messaggio indirizzato sia ai loro cuori sia alle loro tasche. Il governo, ha detto, ha colpito gli interessi delle “famiglie italiane che avevano liberamente scelto d’abbonarsi a Sky”. Il messaggio invitava i telespettatori a manifestare il proprio disappunto scrivendo un’e-mail alla segreteria della Presidenza del Consiglio e forniva anche l’indirizzo per farlo. Mezzo milione di reclami sono arrivati nelle successive due ore.

Sconcertati da questa risposta, alcune persone legate al Presidente del Consiglio hanno esitato e riflettendo ad alta voce hanno detto che l’aumento dell’IVA può essere sempre corretto al momento della ratifica in Parlamento. Persino lo stesso Berlusconi è apparso meno convinto ad un certo punto la settimana scorsa di fronte a quello che sembrava essere un contraccolpo mediatico. Tuttavia, dopo che il Ministro dell’economia Giulio Tremonti ha sottolineato che Bruxelles aveva chiesto al governo di intervenire, è velocemente ritornato sui propri passi.

E’ un po’ meno chiaro, però, se Berlusconi la spunterà. Non solo la sua manovra penalizzerà milioni di votanti; c’è anche il rischio che la faccenda cambi la percezione che la gente ha del Presidente del Consiglio italiano.

Berlusconi salì alla ribalta nella veste di un difensore del libero mercato - un Richard Branson italiano che, durante gli anni ‘80, interruppe il dominio della RAI. Egli sfrutta ancora quest’immagine di paladino del libertà di scelta, ma negli ultimi giorni è parso difendere eccessivamente lo status quo.

A proposito del neozelandese Mockridge, perfino “Il Foglio”, un quotidiano appoggiato dalla moglie di Berlusconi, Veronica, ha dichiarato - rivolgendosi direttamente ai telespettatori - che il suo contrattacco è stato fatto nella miglior tradizione dell’egocentrico Presidente del Consiglio italiano. “Berlusconissimamente” proclamava il giornale.

Cronologia

1998

Dopo mesi di incontri, mirati a risolvere il conflitto d’interessi tra Berlusconi imprenditore e politico, egli rifiuta un’offerta di tre miliardi di euro da parte di Rupert Murdoch per una quota in Mediaset pari al 50,6%.

2001

Murdoch ci riprova, senza successo, ad acquistare l’asset televisivo di Berlusconi.

2003

Murdoch lancia Sky Italia dopo l’avallo dell’UE all’acquisto di Tele+, azienda originariamente fondata da Berlusconi.

2005

Mediset si prende i diritti per il digitale terrestre delle partite in casa delle prime tre squadre di calcio, mettendo così le fondamenta per il lancio del servizio Premium a pagamento.

Sky fa ricorso contro il sussidio governativo pari a € 100 milioni per i decoder del digitale terrestre (ma non per quelli satellitari). L’appello è stato confermato l’anno successivo.

2009

L’aliquota IVA per le pay-Tv raddoppierà al 20%.

[Articolo originale di John Hooper]
Tradotto da http://italiadallestero.info/

mercoledì 10 dicembre 2008

Il Governo Berlusca

FAI CONTARE LA TUA VOCE, FIRMA L’APPELLO!



Carissima/o,

ti allertiamo su un problema che riguarda il servizio civile: la finanziaria prevede una riduzione del 40% rispetto allo stanziamento che il governo ha effettuato l’anno scorso. Se non si dovesse emendare la legge (finanziaria) in discussione, l’anno prossimo si rischia che pochi ragazzi potranno fare domanda.

Infatti i 141 milioni previsti in questo momento potranno solo coprire i costi dei giovani che in atto sono già in servizio e, al massimo, farne partire altri 10.000 a Ottobre 2009 (a fronte dei 30.000 di quest’anno).

Ti invitiamo a fare tuo l’appello redatto da diverse delle più grandi organizzazioni presenti in Italia.

Si punta a un emendamento alla Finanziaria che stanzi 400 milioni di euro per garantire a 60mila giovani di partecipare al servizio civile nazionale.

All’appello hanno già aderito i rappresentanti dei giovani volontari del Servizio civile nazionale, eletti dai ragazzi attualmente in servizio in tutta Italia.

Vai dunque sul sito http://www.firmiamo.it/salviamoscn e clicca per firmare.

Cari saluti.

sabato 29 novembre 2008

Scie chimiche

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Nessun servizio questi video e questi link dicono gia tutto!!Mio Dio cosa stanno facendo?





http://it.youtube.com/watch?v=-7aGgINbyDA&feature=related

www.sciechimiche.org

Queste foto sono state fatte oggi 13 12 08 dalle ore 12 alle ore 13 la zona irrorata piu o meno è Acicastello-Ognina (Ct)


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venerdì 14 novembre 2008

Privatizazzione dell'Acqua ,preso dal bloq di grillo

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In Italia, mentre si discute della scuola pubblica, il governo di Silvio Berlusconi ha approvato in Parlamento l’articolo 23bis del decreto legge 112, di Tremonti. Questo articolo prevede che la gestione dei servizi idrici sarà sottomessa alle regole dell’economia capitalistica. L’acqua potrebbe non essere più un bene pubblico, ma sarà gestita privatamente da multinazionali internazionali. Quelle stesse multinazionali che attualmente gestiscono le acque minerali.
A Latina ad esempio è già stato deciso dalla Veolia un aumento del 300 per cento sulle bollette. Ecco allora il decreto legge:

“2. Il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali avviene, in via ordinaria, a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite[…]
5. Ferma restando la proprietà pubblica delle reti, la loro gestione può essere affidata a soggetti privati.[…]
(10. d.) tutti i servizi pubblici locali di rilevanza economica in materia di rifiuti, trasporti, energia elettrica e gas, nonché in materia di acqua“.

Possibile che se ne sappia cosi’ poco?

martedì 11 novembre 2008

TV & Telegiornali,guardate un porno e meglio!

[The New York Times]

ROMA. Il Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, governa con una maggioranza solida, controlla la Rai, la televisione di stato, e possiede il principale gruppo televisivo privato del Paese.
Quindi perché, con tutti i mezzi a sua disposizione, il Presidente del Consiglio continua a rispondere alle critiche dei giornalisti non in televisione o sui giornali ma con querele?

Qualche anno fa Berlusconi ha fatto causa al settimanale “The Economist” per avere scritto che lui non era “adatto a guidare l’Italia” e al giornalista inglese David Lane per il suo libro del 2004 “L’ombra di Berlusconi”, che investigava sulle origini della sua ricchezza, evidenziando che alcuni dei suoi collaboratori sono stati incriminati per legami con la Mafia. Berlusconi ha perso queste cause in tribunale, ma o ha già chiesto l’appello o ha ancora la possibilità di chiederlo.

Ora lui ha puntato le proprie attenzioni su Alexander Stille, il più conosciuto degli “italianisti” in America e una delle voci anglofone più critiche nei confronti del Presidente del Consiglio. Martedì scorso, al tribunale di Milano, era attesa la sentenza della causa per diffamazione contro Stille, intentata da un collabotore di Berlusconi. Ma martedì il giudice ha rinviato la decisione alla metà di gennaio, accogliendo la richiesta dell’accusa, come riferito dall’avvocato di Stille.

Berlusconi non è il solo a denunciare giornalisti. In Italia - dove la stampa va spesso oltre i fatti e il sistema processuale è molto attento a proteggere l’onore delle persone - politici, magistrati e altri personaggi pubblici querelano i giornalisti così frequentemente che la Federazione Nazionale della Stampa Italiana ha istituito un fondo di solidarietà per aiutare a pagare le spese legali e i danni a terzi.

“Questa è una delle tecniche di intimidazione adottate dalla classe politica” dice Franco Abruzzo, professore di giornalismo ed ex-caporedattore del quotidiano economico “Il Sole 24 Ore”.

Ed è anche un modo di fare bipartisan. Nel 1999, Massimo D’Alema, ex comunista e già Presidente del Consiglio del centro-sinistra, querelò un vignettista politico per un disegno che lo mostrava mentre con il bianchetto cancellava nomi del Dossier Mitrokin sulla cooperazione dell’Occidente con l’Unione Sovietica durante la guerra fredda.

Ma quando l’accusa è Berlusconi, la situzione inevitabilmente prende altre dimensioni.
“A fare la differenza è il fatto che lui è il politico più potente e l’uomo più ricco della nazione” dice Lane, il corrispondente da Roma dell’Economist, un altro obiettivo delle denunce di Berlusconi. “Controlla i media. E’ in una posizione di massima forza”.

Effettivamente, alcuni vedono queste querele come una parte del disegno con cui Berlusconi prova a intimorire la stampa - anche se dichiara che le stesse aziende editrici da lui controllate sono contro di lui.

Nel 2002 Berlusconi criticò tre critici di sinistra - il comico Daniele Luttazzi, il presentatore televisivo Michele Santoro ed il giornalista Enzo Biagi - tanto che la Rai cancellò prontamente i loro programmi. (Luttazzi e Santoro sono infine tornati in televisione e Biagi è morto l’anno scorso).

Oggi la risposta Italiana a Tina Fey [N.d.T. una comica americana], Sabina Guzzanti, famosa per le imitazioni dei membri del Governo, e Beppe Grillo, un provocatore sullo stile di Michael Moore, ottengono un po’ di spazio in televisione, per ragioni complesse e nonostante il largo seguito del pubblico. E uno dei principali show-tv comici “Striscia la Notizia” abitualmente prende in giro i governanti e la trasmissione va in onda su Mediaset, il network del gruppo Berlusconi.

Nella causa che si doveva svolgere martedì a Milano, Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, aveva denunciato alcuni passaggi del libro di Stille del 2006 in merito alla scalata di Berlusconi, “Il Sacco di Roma”.
Confalonieri contesta a Stille di aver riportato che nel 1993 era stato indagato per finanziamento illegale al partito socialista, senza far notare che era stato scagionato di recente da quelle accuse.
Ha trovato erronee le affermazioni di Stille secondo cui Berlusconi “ha fuso i propri affari e la propria vita privata quasi completamente”, come confermato dalla nomina di Confalonieri, il “suo vecchio compagno di classe”, alla guida di Mediaset.
Inoltre ha contestato a Stille di aver sostenuto che qualcuno avrebbe detto che molti degli stretti collaboratori di Berlusconi basavano la loro amicizia “sul ricatto”, perchè sapevano dove “erano nascosti gli scheletri negli armadi”.

Benchè queste affermazioni non fossero nuove ed fossero già state riportate dalla stampa italiana, Confalonieri ha continuato la causa perché riteneva “gravamente danneggiata l’onorabilità e la reputazione” delle persone coinvolte. Confalonieri e Mediaset hanno inoltrato una richiesta di risarcimento.
Un avvocato di Confalonieri, Vittorio Virga, dice che altri giornalisti hanno evitato le querele pubblicando una ritrattazione, dove dichiaravano di considerare Confalonieri “un vero signore”.
“Ci siamo stretti la mano e arriverderci” dice l’avvocato Virga. Ma Stille, ha aggiunto Virga, “non ha fatto nessun passo per accordarsi pacificiamente”.

Da parte sua, Stille, professore di giornalismo alla Colombia University e autore di libri sull’Italia ottimamente recensiti, ritiene che essere stato denunciato per aver pubblicato fatti veri è “un’esperienza kafkiana”.
“Se fossero stati veramente interessati a mettere le cose in chiaro e stabilire la verità, avrebbero avuto modi più semplici per farlo” commenta Stille.

L’avvocato di Berlusconi, Nicolò Ghedini, spiega che i giornali italiani raramente puniscono i giornalisti che sbagliano, così i personaggi pubblici sono costretti a difendere la propria onorabilità in tribunale. E aggiunge: “Perché un giornalista dovrebbe avere il diritto a diffamare?”
Secondo la legge italiana, anche scrivere che qualcuno è sotto inchiesta equivale a diffamarlo. Eppure queste cause sono difficili da vincere e i personaggi pubblici, solitamente, le perdono.

Tuttavia Stille e altri sostengono che il punto non è quello di vincere una causa, ma soprattutto di intimidire i giornalisti e gli altri operatori dell’informazione, facendo presagire un lungo e costoso processo se scriveranno qualcosa di negativo. “Ognuna di queste cause può influenzare i comportamenti di altri 100 giornalisti” aggiunge Stille.
Così la causa sembra avere effetto.

Lane dell’Economist riferisce che stava pensando di eliminare tutti i riferimenti a Berlusconi nella versione italiana - ma non in quella inglese - del suo prossimo libro sulla Mafia. “Sono stanco di spendere i miei soldi” dichiara. “Non si vincono medaglie con l’essere querelati da Berlusconi”.

[Articolo originale di RACHEL DONADIO ]

Energia alternativa?Fantascienza o realta?

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Dunque, noi abbiamo a disposizione una palla di fuoco con autonomia per me infinita ma anche per tante altre gengerazioni, questa palla chiamata Sole manda energia al nostro pianeta; vedi le piante, loro assorbono la luce del sole e poi la trasformano in nutrimento per se e tutti gli esseri viventi (anche noi), questo ciclo va avanti da miliardi di anni, senza conseguenze per il nostro pianeta. Quindi che fare?basta catturare questa energia che il Sole ci da! Come?Due modi: Il primo sono I panneli fotovoltaici. Il secondo panneli solari termici. I fotovoltaici quando colpiti dal sole producono energia eletrica continua che poi da un affare chiamato inverter la trasforma in corrente alternata e quindi utilizabile per casa, I panneli termici invece anno il compito di accumulare il calore per poi cederlo al momento giusto non so scalda bagno e per riscaldare casa ecc.Il loro rendimento dipende dalla posizione geografica piu a sud sono piu rendono es.lo stesso pannello a Milano rende il 70 % a Catania il 100%. Naturamete su questo campo tutto il mondo fa ricerca noi invece per il futuro vogliamo il nucleare!Ma dove sta la rivoluzione adesso che sappiamo che e possibile?http://www.azimuth147.com/FRIBURGO.html

Facciamo finta che io viva in un mondo bellisimo dove tutti cooperano per un fine uguale l'energia,vi basta guardarvi intorno e vedere tanti piccoli oggeti che succhiano energia ormai cene serviamo per fare tutto,bene immagina che ogni persona, famiglia, casa, producano l'energia autonomamente e quanto non la usano la da al vicino, che magari a forno e lavatrice accesa, naturalmente il vicino fa lo stesso. Bene signori questa non e fantascienza e se scendete in fondo a questa pagina,se avete un po di cervello e siete aperti all'innovazione e all'evoluzione probabilmente capirete qualcosa.

Facciamo finta di avere un impiato fotovoltaico di 3kw ora,il giorno io produco energia e tramite un contatore le vendo all'Enel,la sera tramite il contatore normale la ricompro:

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Naturamente la sera nn posso conzumare tutta la corrente accumulata nel giorno x il semplice motivo che accendo il pc le luci poi mangio,faccio la doccia un po di tv (al pc)e poi nana. Avro un po di dispersione con frigo e stupidagini varie!ma nn posso consumare tutta l'energia del giorno!se poi ho un giorno nuvoloso, cosa difficile in sicilia, pazienza non puo piovere per sempre!Vi basta farvi I conti di quanto consumate in un anno e quindi montare un impiano per le vostre esigenze!Automaticamente non ci sara piu la bolleta Enel.Per maggiori info. vi basta fare una ricerca su google.

Avete promesso il voto x un posto di lavoro?e adesso lavorate?nn penzo propio!

In allestimeto

lunedì 10 novembre 2008

Non mi ricordo da dv o preso questo articolo,ma o deciso di publicarlo x il semplice motivo che rispechia la fustrazione dei giovani d'oggi

Più di 3000 curriculum spediti. Circa 300 colloqui/selezioni sostenuti. 7 lavori fatti con contratti a tempo determinato di durata variabile tra i 3 e i 6 mesi. 2 presunti corsi di formazione. Nell’arco di poco più di 3 anni, a partire dal giorno della mia laurea. Posso considerarmi un precario a pieno titolo, anzi un precario con la p 6a00e54f0f889e8834010535933caa970_6 maiuscola. Dietro tuttavia a questi numeri così freddi e inespressivi vi garantisco che c’è una tortura psicologica devastante, una sorta di “energia nucleare” che si sprigiona dalla tua anima e a lungo andare mette in dubbio la tua auto – stima e anche i valori per cui credi.

Quello che mi tormenta di più, è la consapevolezza di non essere l’unica persona. Ci sono milioni di giovani da nord a sud che vivono la mia medesima condizione. Dove il loro futuro non sanno più dove sia finito. Ai tempi dell’università quando partecipavano ai cortei studenteschi guardavamo con fierezza in avanti e gridavamo slogan, oggi da precari abbassiamo lo sguardo di fronte al nostro datore di lavoro o il nostro tutor come se ci vergognassimo di qualcosa. E il motivo è molto semplice: abbiamo smesso di essere lavoratori e ci siamo trasformati in silenziosi esecutori.

Nelle mia ossa e sulla pelle sento le conseguenze della riforma Treu e della Legge 30. Una sensazione tutt’altro che piacevole. Un’ assassinio lento e quotidiano alla tua dignità. Dove non ci sarà economista, giornalista, filosofo o professore universitario che per quanto illustre e bravo sia potrà capire tutto ciò. E non riesco a credere come periodicamente i nostri politici abbiano il pudore di difenderle. E che non ci sia né a destra e né a sinistra una richiesta di modifica di queste leggi. Un far west contratualistico che la corte di Giustizia Europea dovrebbe come minimo condannare lo Stato Italiano ad un mega-risarcimento per i danni psicologici – fisici provocati a tutti i giovani precari a causa di queste leggi. Perché sono queste leggi che mi fanno vergognare di essere nato in questo paese di sordi.

Catania in mutande!Sciampagnini senatore?

Due anni e sei mesi di reclusione. E' questa la condanna inflitta ad Umberto Scapagnini, ex sindaco di Catania (medico personale di Berlusconi e adesso parlamentare al governo nazionale) dalla terza sezione penale del tribunale di Catania. L'accusa è di abuso di ufficio e violazione della legge elettorale. Insieme a Scapagnini sono stati condannati anche gli allora assessori Strano, Fatuzzo, D'Antoni, Nicotra, Grasso e De Mauro. Il processo era sui contributi previdenziali concessi dal comune di Catania ai suoi dipendenti, per i danni da cenere nera dell'Etna, tre giorni prima delle elezioni amministrative del 2005.

Catania, indagati Scapagnini e altri 39
per decine di milioni di buco in bilancio Comune
Umberto Scapagnini

CATANIA (20 luglio) - L'ex sindaco di Catania Umberto Scapagnini, diversi assessori al Bilancio succedutisi nella giunta guidata dal medico personale di Silvio Berlusconi, attualmente parlamentare Pdl, funzionari e dirigenti del comune di Catania, in tutto 40 persone, sono indagate dalla Procura della Repubblica etnea nell'inchiesta sul buco di bilancio comunale, un buco da diverse decine di milioni di euro. L'inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Gennaro che ha secretato gli atti e gli interrogatori già svolti. I reati ipotizzati nell'inchiesta, che ancora non si è conclusa, sono abuso d'ufficio e falso.

Qui c'è qualcoa che non va,secondo voi?
In un paese serio sarebbe succeso qualcosa qui invece e normalità!



ICI eliminata ,istruzione pure!!no alla 133

Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale (Adsn), a Roma l’11 febbraio 1950.

Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli, ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.

Allora che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere.

Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico.

Pubblicato nella rivista “Scuola democratica”, 20 marzo 1950